SEO: Google Panda, cos’...

SEO: Google Panda, cos’è e come difendersi

nov 11, 2013 - Nessun commento
Il nome ricorda quello del simpatico animale, ma Google Panda è uno dei più grandi spauracchi per i webmaster. Soggetto a centinaia di modifiche annuali, l’algoritmo che premia i siti interessanti, è il nemico da combattere.

Google Panda è un filtro, basato su un algoritmo messo a punto da Navneet Panda, tecnico della società, che analizza le pagine web e penalizza i siti poco attraenti o privi di contenuto di valore per i visitatori.

Il funzionamento non è del tutto chiaro. Certo Google Panda si basa sull’analisi di una componente quasi emozionale, e tiene conto, grazie alle ultime modifiche, delle azioni degli internauti.
Ad aumentare o diminuire il punteggio di una pagina web concorrono infatti anche i dati di navigazione, le ricerche, la “frequenza di rimbalzo”, nonché il tempo di permanenza sulle singole pagine.

I primi riscontri mostrano in realtà una non perfetta prevedibilità del logaritmo. In alcuni casi sono stati penalizzati siti ben fatti e con contenuti di valore e, viceversa, si è assistito ad una valorizzazione di pagine poco significanti.
Ben attento alla circostanza, Google ha messo a disposizione degli utenti un modulo per segnalare le anomalie.

Difendersi da Panda non è facile, ma nemmeno impossibile.
L’azione immediata e più importante è il miglioramento della qualità del proprio sito e seguire le stesse domande cui risponde il logaritmo e che la stessa società di Mountan View rende disponibili a titolo esemplificativo.

Gli aspetti su cui intervenire sono innanzitutto il layout delle pagine e i contenuti. Panda colpisce non solo i siti che presentano un’alta concentrazione di contenuti duplicati, ma anche la presenza di elementi non originali (insomma, facendo da “eco” a siti più noti non si scala la Serp), un eccesso di pubblicità specie sulla sommità della schermata, la presenza insufficiente di veri contenuti in rapporto con altri elementi (la presenza di un testo di poche righe e molte immagini può essere penalizzante).

Fondamentali sono infine “coinvolgimento” degli utenti e “reputazione”. La scarsa visibilità e la riconoscibilità del marchio, il passaggio di utenti che abbandonano il sito dopo aver visionato una sola pagina (il c.d. rimbalzo), una bassa permanenza, un numero limitato di visitatori di ritorno, sono tutti aspetti che abbassano notevolmente il rank.