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Ottimizzazione SEO: Errori da Evitare

L’ottimizzazione SEO di siti e contenuti per il web presenta alcuni elementi che spesso vengono trascurati e che, quindi, impediscono il buon posizionamento delle pagine nella SERP di Google.
La scrittura di contenuti SEO di qualità deve infatti essere supportata da alcune best-practice che garantiscono un'alta efficienza dei contenuti a trecentosessanta gradi. Spesso alcuni di questi aspetti non vengono considerati con la giusta attenzione, rischiando così di compromettere i risultati dell'intera strategia. 
Si tratta di elementi che riguardano sia l'ottimizzazione del sito nel suo complesso (SEO On-Site), che il contenuto delle singole pagine (SEO On-Page). 

Errori SEO On-Page

Sebbene l’ottimizzazione SEO On-Page, cioè quella che riguarda il contenuto delle singole pagine, sia l’aspetto più conosciuto della SEO, anche in questo caso vengono spesso commessi errori o leggerezze che penalizzano il posizionamento del sito.
Perchè il contenuto di una pagina risulti di qualità occorre prestare attenzione ad alcuni aspetti presi in considerazione da Googlebot nell'analisi e nell'indicizzazione delle pagine. 

Keyword Research non efficace

Il primo passo per eseguire questo livello di ottimizzazione è sicuramente l’analisi delle keyword migliori per il proprio sito, attraverso alcuni Tool che permettono di identificare le migliori parole chiave da usare.
Tra questi, il SEO Tool MelaKeys, parte della suite di Melascrivi.com, consente di monitorare un dominio e trovare le parole chiave migliori per i propri contenuti all'interno dello stesso servizio di scrittura dei testi. Non è quindi necessario usufruire di servizi o piattaforme diversi: con MelaKeys la richiesta di articoli ottimizzati SEO è ancora più semplice.  

Una ricerca superficiale da questo punto di vista non è in grado di fornire indicazioni circa le keyword per cui il sito è già posizionato o, al contrario, quelle su cui converrebbe lavorare per migliorare il proprio posizionamento.
Una ricerca completa deve invece tenere conto di tutte le possibili variabili, considerando anche parole correlate e long-tail keyword.

Home Page del SEO tool Melakeys, in cui vengono presentate tutti i servizi disponibili: confronto fra domini, controllo delle keyword, ricerca delle parole chiave, ottimizzazione

La Home Page del SEO Tool MelaKeys, con cui è possibile trovare le parole chiave migliori per i propri contenuti.

Cannibalizzazione SEO

Con cannibalismo SEO (o cannibalizzazione SEO) si intende il fenomeno per cui più pagine diverse competono per posizionarsi per la stessa keyword e quindi ogni pagina “fagocita” l’altra e abbassa notevolmente (fino talvolta ad annullare) le sue possibilità di ottenere un buon rank. 
Uno degli aspetti su cui è più facile compiere passi falsi è proprio la ricerca delle keyword e il loro inserimento nel contenuto della pagina, come già accennato a proposito di una ricerca delle keyword poco efficace. 

Cannibalismo SEO: Cos'è

Immaginiamo di dover studiare le performance del sito di un’azienda di calzature. I prodotti vengono venduti attraverso un e-commerce a cui è però associato un blog aziendale, i cui contenuti sono pensati per andare a supporto delle vendite. 
Con l’approssimarsi della stagione autunnale, si potrebbe scegliere di puntare sulla keyword “stivaletti neri donna”, dal momento che, secondo le analisi SEO precedentemente svolte, si tratta di una parola chiave che può garantire un buon successo in SERP.
Si può quindi cercare di posizionare diverse pagine del blog per questa stessa keyword, nel tentativo di aumentare così le proprie possibilità che almeno una si posizioni con successo. 
Agire in questo modo, tuttavia, rischia di rivelarsi più dannoso che efficace, perchè le diverse pagine possono sabotare l'un l'altra le possibilità di ottenere un buon posizionamento.

Si tende a incorrere in SEO cannibalization soprattutto se:

  • Su uno stesso sito sono presenti più contenuti incentrati sulle stesse parole chiave.
  • Troppi testi del sito ruotano attorno ad argomenti molto simili.
  • L'ottimizzazione delle keyword non è stata svolta nel modo migliore. 

Anche in questo caso, quindi, si ribadisce l’importanza dell’attenta ottimizzazione dei contenuti, con una particolare attenzione alla loro originalità. Se analizzare e studiare le keyword migliori è sicuramente un primo fondamentale passo per la stesura di contenuti che possano posizionarsi con successo, occorre anche saper utilizzare queste keyword in modo da avere contenuti di ottima qualità. 

Solitamente Googlebot non mostra in SERP più di due pagine dello stesso dominio in risposta alla medesima query. Il numero può talvolta salire a tre, ma solo nel caso di siti con un domain authority molto alta. In presenza di due o più pagine dello stesso dominio ottimizzate per la medesima keyword, l’algoritmo di Google spesso non riesce a identificare quale sia quella che, per qualità o approfondimento, dovrebbe posizionarsi meglio. 
Pensare di aumentare le proprie possibilità di posizionarsi in SERP per una determinata keyword semplicemente creando più pagine incentrate su quella parola chiave, quindi, è fuorviante. 
Le pagine finiscono per competere le une con le altre e il risultato sarà una diminuzione della domain authority, del CTR e del tasso di conversioni per ciascuna di esse. 

Come influisce sulle performence della pagina

Abbiamo già introdotto alcuni degli aspetti che vengono danneggiati dall’insorgere di fenomeni di cannibalismo SEO. Sono infatti diversi gli elementi di performance di una pagina che subiscono gli effetti negativi di una ripartizione delle keyword non efficace. 

  • Autorità della pagina. Google valuta prima di tutto la qualità del contenuto di una pagina. Con “qualità” si intende anche la possibilità di rispondere in modo efficace alle query degli utenti: il contenuto deve quindi essere completo, approfondito e originale.
    In presenza di più pagine che competono per la stessa keyword, Googlebot non riesce a identificare quale sia quella più autorevole o di qualità migliore. Di conseguenza, tutte le pagine coinvolte vengono danneggiate, perchè nessuna di queste viene ritenuta di buona qualità.
  • Posizionamento indesiderato. Come conseguenza a quanto appena esplicitato, può anche capitare che a essere posizionata con maggior successo non sia la pagina ritenuta di qualità migliore.
    Davanti a più pagine indirizzate alla stessa parola chiave, l’algoritmo di Google può scegliere di dare maggior risalto a quella che invece noi riteniamo meno significativa. Questa pagina finisce quindi per cannibalizzare le altre e a influire negativamente sulle performance desiderate dal sito.
  • Diluizione dei backlink. Anche l’aspetto dei backlink, tanto importante all’interno di una strategia SEO Off-Site, viene danneggiato da un uso non efficace delle keyword.
    Creare una sola pagina, completa e approfondita per quanto riguarda il tema trattato, significa anche che tutti i link in entrata saranno diretti su quella pagina, aumentandone così l’autorevolezza davanti agli algoritmi del motore di ricerca.
    Creare più pagine che tentano di posizionarsi per la stessa parola chiave significa anche, però, che i backlink verranno suddivisi tra tutte queste pagine e, di conseguenza, risulteranno meno efficaci.
    Lo stesso avviene con i link interni: invece di condurre gli utenti a una sola pagina di riferimento che contiene tutte le informazioni necessarie, si finirà per rimandarli a pagine diverse dal contenuto spesso parziale. Anche l’esperienza di navigazione dei visitatori del sito risulta quindi di qualità inferiore. 

Una schermata di un tool di analisi che mostra le performance di una pagina web in termini di traffico

Come evitare la SEO Cannibalization

Per far sì che pagine diverse dello stesso sito non entrino in competizione e possano posizionarsi con successo è possibile intervenire su vari aspetti:

  • Consolidare contenuti di qualità. Piuttosto che ripartire le informazioni su più pagine, è opportuno sviluppare un solo contenuto per keyword e curarlo per far sì che risulti di ottima qualità. Si può quindi intervenire anche condensando in una sola pagina contenuti in precedenza ripartiti in modo poco efficace. In questo modo si creerà un solo contenuto più approfondito e su cui sarà possibile concentrare tutte le best practice di ottimizzazione. 
    Il contenuto deve quindi essere:
    • Originale, non riportare porzioni di testo troppo simili a contenuti già presenti sul web.
    • Approfondito: deve cioè fornire agli utenti informazioni complete, trattando l’argomento in modo esaustivo.
    • Scorrevole: un elemento fondamentale per la qualità di un testo (anche in ottica SEO) è la sua readability. Sono quindi da evitare le ripetizioni di keyword inserite con il solo scopo di ottenere un buon posizionamento in SERP e occorre piuttosto cercare di rendere il testo piacevole da leggere.
  • Trovare nuove keyword. Un altro aspetto su cui può essere utile intervenire è lo studio di uno spettro più ampio di parole chiave. Non è detto, infatti, che le keyword per cui erano stati precedentemente creati più contenuti siano le uniche su cui risulterebbe utile lavorare.
    Una volta raggruppate tutte le informazioni di risposta a una query in un solo contenuto, si può procedere nella propria SEO strategy cercando nuove keyword su cui incentrare nuovi contenuti.
    Per questo è importante avvalersi di un SEO tool che permetta di tenere monitorare le performance del sito e di studiare eventuali keyword correlate su cui investire. 

Keyword Stuffing

Con “keyword stuffing” si intende la presenza di un numero eccessivo di ripetizioni della stessa keyword all’interno di una pagina. Si tratta di altro aspetto di SEO On-Page ormai superato ma che ancora rimane presente su molti siti e che deve essere evitato perchè l'algoritmo di Google valorizzi il contenuto della pagina. 
Google ormai lavora in modo sempre più simile a una mente umana e premia i contenuti che possano essere realmente originali, completi e informativi.
Occorre quindi saper scegliere le parole chiave corrette e, poi, inserirle in posizioni strategiche, evitando ripetizioni.

Metadati & Tag Incompleti

Un elemento a cui prestare attenzione è il completamento di tutti i tag per una pagina:

  • Title
  • Meta description
  • URL
  • Titolo immagini
  • Descrizione immagini
  • Testo Alternativo (alt text) per le immagini

Molto spesso, infatti, questo step viene eseguito solo sulle pagine principali, dimenticando che tutte possono invece concorrere a un buon posizionamento del sito.
Gli errori più comuni da questo punto di vista sono:

Tag non ottimizzati

Per far sì che la pagina venga premiata dal motore di ricerca, tutti i campi dei tag devono essere completi.
In alcuni casi si assiste invece a un’ottimizzazione frettolosa delle pagine, in cui viene inserito, per esempio, solo il tag title, ma viene invece tralasciata la meta description.

Tag immagini incompleti

Anche le immagini possono influire sul posizionamento del sito. Occorre quindi ricordare di completare anche in questo caso i campi inerenti a title e descrizione.

Contenuto Tag duplicato

Per evitare keyword stuffing e far sì che Google legga il contenuto come originale è necessario creare campi che siano in tutto e per tutto unici, senza copiare in contenuto di uno all’interno di un altro.

Traduzioni non localizzate

L’ottimizzazione di un contenuto in ottica SEO deve anche tenere conto di eventuali traduzioni del sito in lingue straniere, un elemento di fondamentale importanza per tutte le aziende che desiderano internazionalizzare il proprio business.
Ogni lingua, infatti, presenterà ovviamente keyword diverse e contenuti che dovranno rispondere a esigenze e aspettative culturali differenti da parte dal pubblico. In ottica SEO, quindi è importante anche avvalersi di traduzioni localizzate, realizzate da traduttori esperti e madrelingua.

Il servizio di traduzione online TraduciMela, parte della piattaforma Melascrivi.com, permette di realizzare in poco tempo traduzioni di alta qualità, con un range disponibile di oltre 20 lingue.

Un mappamondo che mostra Europa e Africa

Errori SEO On-Site

Sebbene gli algoritmi di Google vengano aggiornati con grande frequenza e sia sempre necessario tenersi informati sulle ultime novità SEO, alcuni elementi negli anni sono rimasti costanti e rappresentano ancora oggi un punto di riferimento per una SEO stretagy efficace
Nonostante ciò, alcuni di questi aspetti vengono spesso ancora trascurati. Si tratta soprattutto di elementi che riguardano l’ottimizzazione tecnica del sito, in diverse situazioni poco considerata rispetto all’ottimizzazione dei singoli contenuti.
La scarsa attenzione a questi aspetti porta ad avere un sito dalla User Experience carente, che quindi verrà abbandonato rapidamente dagli utenti. L’alto bounce rate (frequenza di rimbalzo) sarà pertanto penalizzato dal motore di ricerca in termini di posizionamento in SERP.

L'attenzione a non trascurare aspetti di SEO On-Site non deve quindi passare in secondo piano rispetto alla scrittura di contenuti ottimizzati. Per quanto il contenuto di una pagina sia ben strutturato rispetto alle esigenze di utenti e motori di ricerca, se l'organizzazione del sito è in sè carente anche le singole pagine rischiano di veder compromessa la propria efficienza. 

Velocità del sito

I tempi di caricamento di un sito che gli utenti si aspettano sono in media di 2-3 secondi. Se l'attesa si protrae oltre, il sito dà immediatamente all'utente un'impressione negativa.  Anche Google lo penalizza, in quanto riconosce in una pagina dal caricamento lento una scarsa fruibilità dei contenuti.

Alcuni suggerimenti per migliorare la velocità del proprio sito sono:

  • Ottimizzare le immagini, comprimendole con strumenti che permettano di facilitarne il caricamento, pur lasciando inalterata la qualità.
  • Ottimizzare il codice HTML delle pagine, rendendole così più agili.
  • Utilizzare un servizio di hosting e un CMS aggiornati e rapidi.

Internal linking

Qualora la comunicazione tra l’utente e il sito web presenti dei problemi, è comune assistere a una perdita di traffico più o meno consistente.
Questi problemi di comunicazione vengono resi noti tramite i cosiddetti codici di stato HTTP: codici numerici di tre cifre che indicano il tipo di risposta che viene data dal server alla richiesta del motore di ricerca.
Assicurarsi che il server non invii codici HTTP di errore è uno step fondamentale nell’ottimizzazione di un sito. Alcune categorie di errore si presentano con maggiore frequenza rispetoo ad altre.

L'avviso di Google che riporta un errore 404

Link rotti

La presenza di link interni è certamente un fattore che incide positivamente sul posizionamento in SERP. Qualora, però, questi conducano a pagine che non funzionano correttamente, si ha una penalizzazione sia da parte dell'utente (che trova la navigazione sul sito difficoltosa), sia da Google.
Lo stesso avviene in caso di link esterni, cioè quelli che rimandano a pagine di altri siti.

Pagine non indicizzate

Talvolta Google non riesce a scansionare una pagina, riportandone quindi un feedback negativo. I principali motivi sono legati alla negazione dell’accesso da parte del server (con cui è quindi opportuno svolgere le necessarie verifiche) o all’impossibilità di ricevere da parte del sito una risposta entro 5 secondi.
In questo secondo caso si vede ancora una volta quanto sia importante ottimizzare la velocità del proprio sito.

Sito non Responsive

Tra i principali fattori che influiscono oggi sulla User Experience compare sicuramente anche l’ottimizzazione per mobile.
Molti siti ricevono oggi alte percentuali del proprio traffico proprio da smartphone e telefoni cellulari. La mancata attenzione a questo aspetto fa sì che il sito non abbia un'interfaccia adatta a soddisfare le esigenze dell'utente che naviga da mobile, penalizzandolo - ancora una volta - a livello di User Experience

Queste esigenze sono in genere rappresentate dalla ricerca di informazioni immediate, chiare e precise. L’utente da mobile, se non trova quello che cerca nei primi 5 secondi di navigazione o scrollando all'interno del sito, tenderà probabilmente ad abbandonare il sito.
Molti Brand non hanno tuttavia ancora ottimizzato il proprio sito perché possa presentare un’interfaccia ideale anche per formati diversi dal desktop.
Presentare un sito dalla navigazione agile anche da smartphone permette, soprattutto in alcuni settori e per target di determinate fasce d’età, di far diminuire il bounce rate e poter quindi rankare meglio in SERP.

 

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