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Consigli SEO per il 2021

Il 2021 è ormai già avviato da qualche settimana e arriva anche il momento di fare il punto sulle best practice SEO da adottare nei prossimi mesi.
Già anticipati a fine 2020, i trend e gli aggiornamenti che riguardano la Search Engine Optimization per Google assumono ora contorni sempre più chiari, per quanto le conferme definitive sui loro risultati si avranno solo nel tempo, a qualche settimana (se non mese) dalla loro introduzione.

Alcune di queste best practice suonano certamente familiari a chi si occupa di SEO o a chi, semplicemente, è interessato già da qualche tempo all’ottimizzazione dei contenuti del proprio sito in modo da dargli maggiore visibilità
È comunque importante rivedere periodicamente le tecniche di ottimizzazione per motori di ricerca, così da verificare che siano ancora valide e possano continuare a garantire buone performance.

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Core Web Vitals: cosa succede nel 2021

L’aggiornamento relativo ai Core Web Vitals è stato annunciato, a voler essere precisi, negli ultimi mesi del 2020. La definitiva introduzione, tuttavia, è prevista per maggio 2021 - un dilazionamento pensato per permettere a tutti di studiare le novità e prepararsi nel modo migliore all’ottimizzazione.
I Core Web Vitals rappresentano un aggiornamento principale del motore di ricerca (che va ad agire, cioè, direttamente sul funzionamento di base dell’algoritmo) e si basano su una maggiore valorizzazione della user experience degli utenti.

Google: cos’è un aggiornamento principale

Un aggiornamento principale di Google è un aggiornamento che va a influire direttamente sulle dinamiche alla base del funzionamento del motore di ricerca, nel modo in cui esso indicizza le pagine e poi le visualizza nella SERP dei risultati di ricerca.
Per quanto piccoli aggiornamenti siano presentati da Google con grandissima frequenza, è in occasione degli aggiornamenti principali che si verificano i maggiori cambiamenti nel modo in cui il motore di ricerca analizza le pagine e restituisce risultati agli utenti.

Si tratta quindi di cambiamenti che è necessario conoscere e sulla base dei quali occorre costruire i propri contenuti.
Gli aggiornamenti principali sono solitamente complessi, cioè interessano diversi aspetti del funzionamento del motore di ricerca. Non si concentrano solo sull’implementazione di un singolo elemento, come potrebbe succedere per un aggiornamento minore, ma vanno a impattare sul funzionamento dell’algoritmo Google nel suo complesso modificando il funzionamento di diversi elementi.

Aggiornamento Google maggio 2021

Come annunciato a fine 2020, da maggio 2021 l’algoritmo Google cambierà il modo di leggere e analizzare le pagine, per poi restituirle nei risultati in SERP.
Il focus in questo caso sarà l’esperienza di navigazione degli utenti: rimane certamente di primaria importanza la cura della componente testuale del contenuto della pagina (ricerca, ottimizzazione e inserimento di keyword, strutturazione di tag ottimizzati, etc), ma la user experience che la pagina offre nel suo complesso acquisirà maggior peso.

In particolare, gli elementi presi in considerazione sono:

  • LCP (Largest Contentful Paint): velocità di caricamento della pagina.
  • FID (First Input Delay): risposta della pagina all’interazione dell’utente.
  • CLS (Cumulative Layout Shift): stabilità visiva dei caricamenti.

Come Google indicizza singoli paragrafi

Un altro importante annuncio fatto da Google negli ultimi mesi del 2020 e che impatterà il funzionamento dell’algoritmo nel 2021 riguarda la modalità di indicizzazione dei contenuti. Tra le principali novità di quest’anno compare anche il fatto che il motore di ricerca sarà in grado di indicizzare non solo intere pagine, ma anche singoli paragrafi al loro interno.

Questo apre maggiori potenzialità per i long-form content, cioè tutti i contenuti di una certa estensione e che sono strutturati in diversi paragrafi. Il fatto che il crawler di Google sia in grado di svolgere un’analisi semantica più dettagliata, andando ad analizzare il contenuto di un singolo paragrafo con maggiore precisione, permetterà ai contenuti long-form di poter essere indicizzati anche per parole chiave secondarie, che non rappresentano il focus dell’intero testo ma che sono trattate in una sua sezione specifica.

Come scegliere la lunghezza dei contenuti

Il 2021 sarà quindi l’anno del long-form content? Non è detto che sia così. Si aprono senza dubbio migliori possibilità di indicizzazione per i contenuti di una certa estensione, che potranno contare su una rosa più ampia di keyword secondarie.
Occorre però ricordare che non tutti i contenuti di un sito si prestano a essere elaborati come long form. Basti pesare ad alcuni esempi:

  • Pagina contatti per il sito di un’azienda.
  • Scheda prodotto per un ecommerce, in particolare la sezione relativa alle caratteristiche tecniche del prodotto.
  • FAQ, ovvero la pagina contenente, in modo conciso e schematico, le risposte alle domande più frequenti.

Occorre quindi sempre tenere a mente che i contenuti devono poter rispondere nel modo migliore alle richieste degli utenti, con immediatezza e precisione. La lunghezza di un contenuto deve quindi dipendere dalla sua destinazione e dalla tipologia di testo.
Altri contenuti, invece, si prestano bene a essere elaborati come long form - tra questi, sicuramente gli articoli pillar che possono essere destinati a un blog aziendale.

Perchè aggiornare i contenuti delle pagine di un sito

L’avvicendarsi di continui aggiornamenti (anche minori e di portata inferiore a una grande novità quali i Core Web Vitals) rende necessario aggiornare costantemente i contenuti pubblicati su un sito web.
Le pagine, infatti, non sono elementi fissi e statici: le loro performance fluttuano nel tempo e, anche dopo la pubblicazione, spesso occorre rimetterci mano per migliorarle ulteriormente.
Non basta, quindi, aver ottimizzato una pagina in fase di creazione: è importante riprenderla periodicamente per aggiornarla e renderla ancora più performante in base alle ultime novità.

Come scrivere titoli efficaci

In base alle ultime novità dell’algoritmo Google è importante verificare di aver inserito nel contenuti del sito titoli performanti.
Una struttura di header ottimizzata permette infatti al motore di ricerca di leggere con maggiore precisione il contenuto, e di conseguenza di dargli maggiori potenzialità in termini di visibilità.

Diventa sempre più importante, per esempio, ottimizzare i titoli in modo che non riportino solo l’enunciazione di un argomento (per esempio: “Coltivazione pomodori”), ma che siano a tutti gli effetti ingaggianti per l’utente e mostrino già l’intenzione di rispondere a sue potenziali domande: “Come coltivare pomodori sul balcone”, “Coltivare pomodori: quale terriccio scegliere?”, “Pomodori: tutte le varietà da coltivare in giardino”. 

Come ottimizzare l'URL

Anche gli URL rappresentano un fattore che può influire sul ranking. In generale, sono da preferire URL più brevi, che puntino su keyword significative piuttosto che accorpare una lunga stringa di parole estrapolate magari del titolo (h1).
Anche gli utenti, in questo modo, avranno in modo più diretto e immediato un’idea del contenuto della pagina.

Un esempio potrebbe essere, invece di pomodori-tutte-le-varieta-da-giardino, inserire pomodori-varieta-giardino.

Perchè aggiungere trascrizioni di video

I contenuti video sono sempre più importanti in una content strategy: si tratta di un formato che gli utenti apprezzano molto e che quindi porta a ottimi risultati.
Occorre però ricordare che un contenuto video non sempre è accessibile a tutti, che si tratti di Google o di alcune tipologie di utenti.

Per questo può risultare utile associare a contenuti video la trascrizione del testo di un video: all’immediatezza del contenuto veicolato tramite immagini e suoni, si andrà ad aggiungere l’ottimizzazione SEO del testo.
Google, infatti, non è in grado di “leggere” il contenuto di un video. Accompagnarlo a un testo permette invece una “lettura” più agevole e, quindi, anche possibilità di posizionamento maggiori.
L’inserimento della trascrizione permette inoltre di veicolare il messaggio del video anche per utenti che non siano in grado di ascoltarne l’audio (o perchè impossibilitati in quel momento, o perchè non udenti). Il Brand guadagna così una migliore immagine in termini di inclusività.

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