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Domain Authority: come Google riconosce l’autorevolezza di un sito

L’autorevolezza di un sito web rispetto a un settore specifico è ormai nota da tempo come importante elemento di cui tenere conto in una strategia di marketing digitale.
Presentarsi come un’azienda autorevole, che conosce nel dettaglio il settore in cui opera e che è in grado di fornire agli utenti risposte immediate alle loro necessità (magari prima ancora che siano gli utenti stessi a formularle) è infatti una componente essenziale per riuscire poi a vendere i propri prodotti o servizi.

La comunicazione hard-selling, incentrata cioè sulla vendita a tutti i costi e come unico focus di una strategia di marketing, è ormai una tecnica superata. Ciò che gli utenti cercano sul web sono Brand di cui fidarsi, Brand che percepiscono come aziende autorevoli e affidabili, sia offline che online
Anche Google, che ormai si avvicina sempre di più al funzionamento di una mente umana, lavora in questo modo: nell’indicizzare le pagine per poi visualizzarle in SERP tiene conto anche dell’autorevolezza del sito.

In che modo il motore di ricerca legge l’autorevolezza di un dominio, e quali sono gli elementi che la influenzano? Tra i diversi fattori, sicuramente la strutturazione di una strategia di contenuti ricca e variegata è tra i più importanti.

John Mueller: Autorevolezza di un sito per Google

Recentemente è stato lo stesso John Mueller, Trend Analyst di Google, a ribadire l’importanza di una Content Strategy completa per far sì che il motore di ricerca riconosca un sito come autorevole.
Nel corso di una sessione di Q&A, un utente ha domandato a Mueller se coprire argomenti correlati al proprio core business, pubblicando anche diverse tipologie di contenuto, potesse essere utile in termini di SEO e visibilità.
Per un’azienda che vende computer portatili, per esempio, varrebbe la pena investire in contenuti che presentino i migliori modelli, o che ne recensiscano altri?

La risposta è sì: Google è in grado di riconoscere se un sito è autorevole per una specifica area tematica, e questo avviene anche grazie alla presenza di contenuti correlati al core business, che non siano orientati a una comunicazione hard-sell, ma che mettano in luce la conoscenza a trecentosessanta gradi che l’azienda ha del settore e delle esigenze dei potenziali clienti.

Far crescere la Brand Reputation

Il primo evidente vantaggio della strutturazione di una Content Strategy variegata è l’aumento della Brand Reputation. Come già accennato, un’azienda che mostri di conoscere le esigenze degli utenti e che le anticipi con contenuti di approfondimento ad hoc darà al pubblico un’immagine di sè migliore.
Questo porta, poi, anche a un ritorno in termini di conversioni e vendite.

Lo stesso vale anche per gli algoritmi di Google: cercando di imitare il più possibile i processi di ricerca e selezione di una mente umana, il motore di ricerca valorizza sempre di più i siti che dimostrino una conoscenza e competenza complete del settore. Che non siano, quindi, orientati solo a una cieca vendita, ma che mirino a fornire agli utenti informazioni di qualità.
Strutturare più contenuti significa allora comunicare ad algoritmi e utenti che si possono fidare del Brand.

Migliorare Indicizzazione e Posizionamento

Come precisato anche da John Mueller, c’è un altro importante vantaggio nella creazione di una Content Strategy più ricca. Si tratta di una maggiore probabilità di vedere il proprio sito posizionarsi per uno spettro più ampio di parole chiave.

Creando contenuti di approfondimento su temi specifici legati al proprio core business si va infatti a intercettare le ricerche degli utenti su temi più ampi, che a loro volta sono rappresentati da keyword secondarie o long-tail.
Come nell’esempio del computer portatile presentato nella sessione Q&A di Google, uno store online di elettronica potrebbe riuscire a posizionarsi anche per query come “Migliori modelli di pc portatili”. In questo modo si attireranno più tenti, facendo anche crescere le possibilità di convertirli in clienti.

Content Strategy: come ampliarla con nuovi contenuti

Le possibilità per far crescere una Content Strategy sono numerose, da valutare in base alle specifiche esigenze di un’azienda.

Una prima soluzione è sicuramente quella della creazione di un blog aziendale (corporate blog): una sezione del sito del Brand o dello store online in cui vengono pubblicati articoli di approfondimento sul settore interessato. L’esempio del contenuto “Migliori modelli di pc portatili” per uno store di elettronica è un esempio di questo approccio.
Utilizzando un esempio diverso, una PMI produttrice di sementi e attrezzi da giardino potrebbe investire, oltre che nella scrittura di schede prodotto ottimizzate per il proprio ecommerce, anche in contenuti per una sezione di blog aziendale. In questa sezione del sito si potrebbero inserire contenuti di approfondimento, come “Come fare un orto sul balcone”, “Guida all’acquisto del terriccio perfetto” o “Verdura di stagione: quando piantare ogni varietà”.

Un’altra tipologia di contenuto è quella dei post per social (Facebook, Instagram, Linkedin, etc). Sebbene non portino (ancora) un diretto vantaggio in termini di SEO, i contenuti social sono fondamentali per far crescere la Brand Reputation rispetto agli utenti.
Una Social Media Strategy ottimizzata, che magari si avvalga anche della collaborazione con microinfluencer, è allora un approccio da valutare sicuramente per far crescere l’autorevolezza della propria azienda.

Content Strategy con Melascrivi

La piattaforma Melascrivi.com offre un servizio completo per la strutturazione di una Content Strategy ricca ed efficace.
Grazie ai diversi servizi inclusi nella suite, è infatti possibile affidare a Copywriter freelance o a giornalisti professionisti la scrittura dei contenuti per il proprio sito o blog aziendale e far così crescere l’autorevolezza dell’azienda.

Il servizio è inoltre completato dalla possibilità di far redigere schede prodotto per ecommerce o di avviare compagne di condivisione social, anche attraverso la collaborazione con influencer.

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