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Matt Cutts: come Google valuta i link a pagamento

Pubblicato il 17/03/2014 - 2 minuti di lettura
Nell’eterno rapporto di amore e odio tra Google e i Webmaster, Matt Cutts cerca di definire come il colosso americano decide se un link è a pagamento o meno. Se, infatti, nella maggior parte dei casi è ben chiaro quando si tratta di un collegamento fatto a pagamento, esiste però una fascia grigia, sulla quale non è facile decidere. Sarebbe da chiarire preliminarmente cosa si intende per link a pagamento e come lo si determina. Matt Cutts entra nello specifico e spiega quattro modi attraverso cui Google decide se un link è pagato o meno. 1. Se da una recensione si ottiene una penna (dozzinale) o un buono con un alto valore monetario, le cose indubbiamente cambiano e la valutazione è ben differente. L’esempio che porta Cutts è il seguente: se qualcuno vi paga una cena (moderata) e dopo quattro mesi voi gli scrivete una recensione, probabilmente Google non si preoccuperà di ciò. 2. La questione cambia se si tratta di un regalo o semplicemente di un prestito. In alcuni settori, come quello delle automobili, ad esempio, molto spesso le case automobilistiche fanno provare ai blogger che si occupano di auto le proprie vetture, prestandole per un certo periodo. Questo può essere ammesso. La pretesa di avere un bene (di un certo valore, come un’auto) in cambio di una buona recensione su altro, ad esempio, no. 3. In un mondo come questo è davvero difficile conoscere gli intenti che muovono le cose. È meglio perciò concentrarsi sui destinatari e capire come e se hanno ottenuto qualcosa in cambio di un buon articolo: ad esempio, un giornalista che riceve un portatile in cambio di una bella storia. Con queste cose Google vuole chiudere. 4. Non è una sorpresa scoprire che qualcuno va al teatro o al cinema gratis. Però se un blogger che cura uno spazio sulla tecnologia chiede un computer e lo tiene a prescindere dal tipo di recensioni che farà (ad esempio, su una startup), le cose sono ben differenti. Matt Cutts ha dunque sottolineato che Google si batte contro chi cerca di sfruttare la fiducia della gente con tecniche manipolative o abusi. Suggerisce inoltre ai webmaster di rivedere le linee guida TFC in materia di risarcimento per capire cosa è da considerare un link a pagamento e cosa un risarcimento. Anche se la zona grigia inevitabilmente permane.

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